Passo Valles-Forcella Veneggia-Passo dei Fochetti-Rifugio Mulaz

Passo Valles-Forcella Veneggia-Passo dei Fochetti-Rifugio Mulaz
Marzo 6, 2022 hypertesto

Le praterie dal passo dei Fochet (ph,CristinaFiocco)

Tempo di percorrenza: mezza giornata

Difficoltà: medio-alta per la lunghezza del percorso e per alcuni tratti un pò esposti

La partenza si trova al passo Valles. Si parte imboccando il sentiero che svolta a sinistra a fianco alla chiesetta (sentiero n.751).

Il primo tratto è in salita lungo un costone ghiaioso, ma in breve tempo si giunge ad uno più pianeggiante da dove si può cominciare a salire con meno fatica, in costa, sotto la cima Valles.

In all’incirca mezz’ora, percorrendo una serie di tornanti, si giunge a forcella Veneggia (mt.2218). È un punto molto panoramico da dove si spazia con la vista verso la Val Veneggia, le Pale di San Martino e la Valle del Biois.

Il percorso prosegue a sinistra, inizialmente ancora in salita lungo le creste per poi camminare in piano per alcuni chilometri.

La vegetazione, partendo già ad un’altitudine di 2000 metri, è composta da ampie praterie, sassi e rocce, fiori alpini di alta quota.

D’estate è facile scorgere le marmotte che in questo strepitoso ambiente trovano il loro habitat  perfetto.

Si arriva dunque ad un tratto in discesa tra rocce e ghiaia, per poi risalire e giungere al passo della Venegiota (mt.2303) dove è stato posto un tempo, un crocefisso che sembra voglia proteggere la Valle del Biois. Il panorama da qui è da levare il fiato.

Il crocefisso al passo della Venegiota (ph.CristinaFiocco)

Sulla destra svetta imponente la parete del Monte Mulaz, mentre di fronte si ha una visuale completa della lunga Valle del Biois. Sulla sinistra si vede il gruppo della Marmolada e la catena del Costabella.

Camminando ancora per un breve tratto si arriva ad un punto leggermente esposto su di un canalone. Ci si può aiutare grazie alla presenza di cordini fissi.

Oltrepassata la valle si arriva al passo dei Fochetti (mt.2291). Qui si incontra un crocevia di sentieri.

Per arrivare al Rifugio Mulaz, bisogna proseguire sempre sul sentiero n.751 girando a destra in direzione delle tre cime del Focobon.

Qui un ghiaione ci accompagna in direzione del canalone che bisogna percorrere in salita verso il Sasso Arduini sopra di noi.

La salita si fa sempre più faticosa ma il gruppo del Focobon sovrastante ripaga il fiatone.

Una volta giunti a destinazione ci si può rinfrancare al rifugio aperto dalla fine di giugno all’inizio di settembre, godendo appieno delle cime che si ha di fronte.

Questa escursione è sconsigliata nel periodo invernale con la presenza di neve per tratti molto interessati dalla caduta di valanghe.

Si raccomanda di avere sempre degli accorgimenti qualunque sia il tipo di percorso scelto:

-avere un adeguato abbigliamento con scarponcini e pantaloni lunghi.

-controllare sempre le condizioni metereologiche. In montagna il tempo cambia repentinamente, per cui è sempre di buona regola accertarsi che non vi siano precipitazioni imminenti.

-studiare bene il percorso in anticipo scegliendo l’itinerario in base alle proprie capacità fisiche.

-porgere attenzione a dove ci si siede, in particolar modo su pietraie, fonti d’acqua o posti molto soleggiati, cercare di battere i piedi per terra per scacciare eventualmente vipere.

-fare molta attenzione una volta raggiunta una determinata quota sotto le cime, alla caduta di sassi che possono essere fatti cadere involontariamente dal passaggio di altre persone oppure molto più facilmente dagli animali.

-nel periodo invernale portare sempre appresso un paio di ramponcini indispensabili per non scivolare e informarsi sempre se i sentieri sono battuti e percorribili e lontani dal rischio valanghe.

-portare acqua e coprirsi la testa dal sole battente. In quota i raggi sono molto forti e si rischia facilmente di incappare in colpi di calore.

-portare sempre a valle i rifiuti.

Le Pale di San Martino dal passo della Venegiota (ph.CristinaFIocco)