Passo Valles-Rifugio Laresei-Baita Diès Bis-Malga Pradazzo

Passo Valles-Rifugio Laresei-Baita Diès Bis-Malga Pradazzo
Febbraio 21, 2022 hypertesto

giochi di luce al rifugio Laresei

Difficoltà: facile

Tempo di percorrenza: 2 ore e 1/2

La partenza per il rifugio Laresei si trova raggiungendo il Passo Valles.

Da qui, comincia una strada sterrata molto ampia, che l’inverno viene battuta dai mezzi per garantire la percorribilità ai gestori dei rifugi in alto. Dopo poco ci si trova la malga Pradazzo, una costruzione che accoglie il bestiame nella stagione estiva.

Durante l’estate i prati circostanti, ricchi di arnica, fiore protetto che si trova solo sopra una certa quota, vengono portate a pascolare le mucche e i cavalli.

All’incirca in un’ora di cammino, si giunge alla forcella di Pradazzo (mt.2220) che permette di godere del panorama che si apre in una catena di cime straordinaria, fra le quali le Cime D’Auta, cima Uomo, e svetta fra tutte il massiccio della Marmolada, riuscendo anche a vedere Punta Penia che è la vetta più alta della catena con i suoi 3343 metri.

Qui c’è un crocevia di sentieri che partono: a sinistra c’è la pista che d’estate funge da strada percorribile a piedi per arrivare al Col Margherita in circa mezz’ora.

Di fronte scende una strada sterrata che porta al vicino lago del Cavia (lago artificiale dal quale viene presa l’acqua per l’innevamento artificiale delle piste da sci), e da dove si ha la possibilità, durante la buona stagione (ossia quando gli impianti sono chiusi), di scendere fino alle Buse, mentre a destra, leggermente in salita, prosegue il percorso per il rifugio Laresei, iniziando ad intravedere il rifugio e le Pale di San Martino.

Il rifugio Laresei è a conduzione familiare. Aperto durante la stagione estiva ed invernale offre la possibilità di pranzare all’interno del rifugio in un contesto molto accogliente e molto tipico, oppure di sostare nella terrazza esterna munita di tavoli e panche dove si può mangiare godendo un panorama strepitoso.

Durante l’anno c’è la possibilità di prenotare cene, e nella stagione invernale c’è a disposizione anche il servizio di trasporto in motoslitta.

Il percorso continua lungo la strada che prosegue fino alla baita Dies Bis, (step n.2) nuovo rifugio di alta quota, circondato dalle piste  della Ski Area San Pellegrino, che offre ottimi pranzi con prodotti tipici e ottimi spuntini, con possibilità di cene su prenotazione e durante la stagione invernale trasporto in motoslitta.

Da qui si svolta completamente a destra, intravedendo anche la nuova Bike Trail (pista di bici) e si imbocca uno stretto sentiero che attraversa praterie, massicci di roccia e folta vegetazione di alta montagna. Tra fiori, profumi e panorama, il percorso non può essere che estremamente appagante.

All’incirca in quaranta minuti di sali e scendi si ritorna alla malga Pradazzo che ci si aveva lasciato alle spalle a inizio percorso.

L’ultimo tratto appena descritto lo si può fare solo quando non c’è neve, perchè il sentiero non si vede e sarebbe facile smarrire la traccia.

Si raccomanda comunque di avere sempre degli accorgimenti qualunque sia il tipo di percorso scelto:

-avere un adeguato abbigliamento con scarponcini e pantaloni lunghi.

-controllare sempre le condizioni metereologiche. In montagna il tempo cambia repentinamente, per cui è sempre di buona regola accertarsi che non vi siano precipitazioni imminenti.

-studiare bene il percorso in anticipo scegliendo l’itinerario in base alle proprie capacità fisiche.

-porgere attenzione a dove ci si siede, in particolar modo su pietraie, fonti d’acqua o posti molto soleggiati, cercare di battere i piedi per terra per scacciare eventualmente vipere.

-fare molta attenzione una volta raggiunta una determinata quota sotto le cime, alla caduta di sassi che possono essere fatti cadere involontariamente dal passaggio di altre persone oppure molto più facilmente dagli animali.

-nel periodo invernale portare sempre appresso un paio di ramponcini indispensabili per non scivolare e informarsi sempre se i sentieri sono battuti e percorribili e lontani dal rischio valanghe.

-portare acqua e coprirsi la testa dal sole battente. In quota i raggi sono molto forti e si rischia facilmente di incappare in colpi di calore.