Valfredda-Passo di Forca Rossa

Valfredda-Passo di Forca Rossa
Febbraio 15, 2022 Oriana

Panorama sul sentiero verso Forca Rossa (ph.FioccoCristina)

Tempo di percorrenza: 2 ore

Difficoltà: facile

Dislivello: 672 metri

Il percorso che porta al passo di Forca Rossa è di notevole bellezza dal punto di vista panoramico.

Si parte già ad un’altezza che permette di godere fin dai primi passi di un paesaggio unico e di trovare già una vegetazione che si trova solo sopra una certa altitudine.

Il sentiero parte dalla valle dei casoni di Valfredda, la si percorre tutta, ammirando la particolarità delle numerose baite, si sale fino ad attraversare il ponte del rio Valfredda, e si prosegue in salita seguendo le indicazioni dei cartelli per il sentiero n.694.

Si giunge, all’incirca dopo mezz’ora ad un capitello dove si congiunge il sentiero che arriva dalla vicina Fuciade (valle parallela alla valle di Valfredda, divisa da un colle che fa anche da confine tra Veneto e Trentino Alto Adige) e si inizia a salire lungo una verdeggiante prateria, che d’estate è ricca di una varietà di fiori, dai botton d’oro, alle genziane, campanule e astri alpini ecc..

Ricca anche di marmotte che trovano il loro habitat perfetto, costruendosi la loro tana sotterranea sotto i numerosi sassi presenti lungo il percorso.

Di fronte all’escursionista si trovano alcune delle più famose cime dell’Agordino: Cima Uomo (mt.3010), Sass de Tasca (mt.2866), Sass de Valfreda (mt.3009), Formenton (mt.2937), Monte la Banca (mt.2875), regalando un panorama mozzafiato.

A sud la vista si perde verso le altre cime che circondano la Valle del Biois: Focobon e Mulaz, altipiani, Cima Pape, Monte Agner, e salendo si comincerà ad intravedere il monte Civetta nascosto dalle ripide pareti del Col Becher (mt.2444). Una volta giunti alla meta, si potranno anche vedere le tre cime dell’Auta da una prospettiva completamente diversa.

Il versante opposto a quello appena percorso giunge dalla valle di Franzedas, una lunga prateria dove d’estate pascola il bestiame e che parte da Malga Ciapela, che d’autunno, grazie alla numerosa presenza di larici, si accende di tutte le sfumature dell’arancione.

Questo itinerario non è solo percorribile nella buona stagione, bensì, grazie ai dolci pendii senza particolari pericoli, si presta per discese con gli sci d’alpinismo durante la stagione invernale.

Si raccomanda di avere sempre degli accorgimenti qualunque sia il tipo di percorso scelto:

-avere un adeguato abbigliamento con scarponcini e pantaloni lunghi.

-controllare sempre le condizioni metereologiche. In montagna il tempo cambia repentinamente, per cui è sempre di buona regola accertarsi che non vi siano precipitazioni imminenti.

-studiare bene il percorso in anticipo scegliendo l’itinerario in base alle proprie capacità fisiche.

-porgere attenzione a dove ci si siede, in particolar modo su pietraie, fonti d’acqua o posti molto soleggiati, cercare di battere i piedi per terra per scacciare eventualmente vipere.

-fare molta attenzione una volta raggiunta una determinata quota sotto le cime, alla caduta di sassi che possono essere fatti cadere involontariamente dal passaggio di altre persone oppure molto più facilmente dagli animali.

-nel periodo invernale portare sempre appresso un paio di ramponcini indispensabili per non scivolare e informarsi sempre se i sentieri sono battuti e percorribili e lontani dal rischio valanghe.

-portare acqua e coprirsi la testa dal sole battente. In quota i raggi sono molto forti e si rischia facilmente di incappare in colpi di calore.

-portare sempre a valle i rifiuti.

Fioritura di Campanule al passo di Forca Rossa (ph.FioccoCristina)

La valle di Franzedas in autunno (ph.FioccoCristina)